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Cake day: September 26th, 2023

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  • se non c’è nessuno che te lo paga, non si inizia. Prova tu a raccogliere soldi in italia (sia lato burocratico, sia lato “chi te li da”). Sviluppatori open italiani importanti ci sono, ma contribuiscono a progetti esteri.

    Eppure non sarebbe neanche troppo difficile: “sgravi fiscali e/o contributi statali o europei [qualcuno ha detto PNRR] ma solo se sviluppi software Open Source”.

    Fine.

    Il punto, temo, è che alla base manca la cultura per capirne il valore, e questa assenza di cultura è poi quella che fa dire al mega-manager “mi metto con Micro$oft, così non mi lascerà mai a piedi, e poi a conti fatti costa anche meno, non devo avere sviluppatori in casa”.

    Ho conosciuto dirigenti che in cambio di un costo fisso e certo, imputabile alle passività (=servizi) sarebbero capaci di ipotecare persino la madre.

    In sostanza, il FOSS viene percepito con zero valore e il software proprietario la soluzione a qualsiasi cosa, poco importa se non è nemmeno del nostro continente.

    Finche non ribaltiamo questa frittata mentale, vedo poco futuro.



  • Sei più avanti di me.

    per quanto riguarda l’Ia e lo spazio cloud, ti consiglio di guardare infomaniak, è svizzero. Prezzi bassi, 1 TB di spazio e assistente chatbot alimentato ad energia rinnovabile.

    Per android, dai un’occhiata a eOS, FairPhone (telefono con eOs), oppure Jolla (linux).

    Io ho installato Lineage OS su 1 dei 2 smartphone.

    Per Aliexpress…hai solo scelto un carnefice diverso. Amazon è difficilmente sostituibile, ma AliExpress non la vedo come alternativa più etica.

    Come altri hanno raccontato, anch’io ho self-hostato qualcosa: nextcloud, che uso come centro per i servizi della famiglia, Bitwarden per le password, e un’istanza Peertube che alimento quando posso (video.simoneviaggiatore.com).

    Per finire, linux mint che uso sempre di più (ma non esclusivamente) e mx linux o debian su macchine vecchie.

    Sto usando un eeepc del 2008 come backup server con debian. Un miracolo!









  • Content di poter leggere quel che hai scritto, sono d’accordo con te.

    Io ho obiettivi meno ambiziosi; questo per me questo sarà l’anno in cui abbandonerò definitivamente il 90℅ dei servizi statunitensi che hanno ammorbato la mia vita fino ad ora. E anche se quel restante 10% forse non se ne andrà mai, guarderò soddisfatto quel 90%.

    Sarà l’anno in cui darò vita ad una mia istanza Peertube!

    E questo anche grazie a te, ai tuoi suggerimenti. (Grazie!)

    Il Fediverso è davvero il meglio la rete ha da offrire.

    In bocca al lupo per tutto e buon 2026! Ci risentiamo qua tra un anno per contemplare i successi






  • Quando arrivarono i primi cloud “grandi”, a metà più o meno attorno al 2007/8, come informatico ho sempre sollevato i miei dubbi.

    Come dici tu, è pur sempre il PC di qualcun altro, spesso geograficamente distante, sotto un’altra giurisdizione.

    I primo contratti di Google Drive (ora non so) ti facevano accettare che il foro competente era quello di Mountain View. Ce lo vedo il piccolo artigiano a partire per Mountain View per fare causa a Google.

    E questo, ovviamente, senza tirare in ballo Trump e il suo antieuropeismo: già solo la gestione ordinaria, “in amicizia”, pone seri dubbi.