• macfranc@poliversity.itOP
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      23 days ago

      @lauramassera Hai assolutamente ragione, ma diciamo anche che nel 2025 è impossibile non riconoscere che la malvagità antisociale è il tratto distintivo di quelle Big Tech che spesso si presentavano eticamente candide.

      L’unica eccezione è probabilmente quella di Apple che effettivamente ha deciso, sia anche solo per questioni di marketing e narrativa aziendale, di opporsi alle nuove tendenze del cattivismo trumpiano

      @eticadigitale

      • Gino Martorelli@poliversity.it
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        23 days ago

        @macfranc @lauramassera @eticadigitale beh, attenzione perché la Apple deve assolutamente garantire (quasi per contratto) ai suoi clienti la privacy e la protezione dei loro dati. Tanto da avvisare loro stessi diversi clienti che nemmeno si erano accorti di aver subito intrusioni e controlli attivi sui propri dispositivi offrendo persino assistenza legale. Difendono semplicemente il loro “feudo” dando protezione (finché conviene) ai loro protetti che continuano semplicemente a consumare gadget e giochini digitali. Della libertà e della privacy in sé non gliene importa nulla a nessuno, né a chi si lascia possedere né tantomeno alle grandi aziende come Apple.

        • ilsimoneviaggiatore@feddit.it
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          23 days ago

          E’ anche vero che le battaglie ideologiche di Trump Apple non può portarle avanti: non ha una IA (come GROK), non ha un suo social come META, non ha server cloud come quelli di Amazon in cui le aziende mondiali riversano i loro server, ha molto meno mercato di OneDrive (credo) o Google Drive, non ha un suo motore di ricerca.

          Quello che voglio dire è che è meno appetibile delle altre aziende Tech, secondo me, per gli scopi di Trump. Di conseguenza, Donald potrebbe essere meno interessato a rompergli le balle e Apple un po’ più libera di coccolare il suoi clienti con le logiche del “prima di Trump”.